Perché In Bianco?

Pennellistola

Cosa c’è in un titolo

In bianco. In quanti sensi si può usare questa locuzione?

Mangiare in bianco. Passare la notte in bianco. Un assegno in bianco. Andare in bianco. Magari qualcuno potrà suggerire qualche altra possibilità, ma in generale mi pare che in bianco indichi la mancanza di qualcosa: di condimento, di sonno, di firma, di conclusione.

Il mio giallo/thriller ruota intorno al bianco: a partire dal cadavere, che è nudo ma soprattutto verniciato di bianco. Ci sono molti altri addentellati col bianco, nel libro, e non starò adesso a elencarli per non rovinare la sorpresa a chi decidesse di tuffarcisi, in questo misterioso candore.

Posso però dire una cosa sin d’ora, e cioè che In Bianco è il primo episodio di una trilogia, sempre con lo stesso personaggio principale, l’architetto Saverio Zefiro, e gli altri titoli sono In Nero e In Rosso. Li ho giò scritti, tutti e due. Lì non ci sono cadaveri verniciati, il colore c’entra ma in altro modo. Eccome, se c’entra.

Ora, questa triade cromatica può far pensare ai film di Kieslowski, anche se i colori non sono proprio gli stessi, oppure ai bestseller delle Cinquanta sfumature di… – quando mi hanno fatto notare quest’ultima coincidenza ho seriamente meditato di lasciare perdere e cambiare titoli.

D’altra parte, però, Delitto in bianco non mi convinceva, mi suonava banale la presenza di quel delitto nel titolo, e poi c’è già un giallo omonimo del ’44 di Christianna Brand (anche se nell’originale il colore è un altro: Green for Danger) da cui è stato anche tratto un film con lo stesso nome. Bianco invece, così, da solo, mi pareva scarno e poi, anche stavolta, esiste già un romanzo con quel titolo, uscito di recente per giunta. Così, alla fine, sono rimasto su In Bianco.

Mauro di Leo, il solerte editore di In Bianco, non ha mai visto di buon occhio questo titolo ché gli faceva pensare a una dieta ma, alla fine, ha acconsentito a mantenerlo. Grazie, Mauro. Mi auguro solo (insieme a lui) che non sia un deterrente all’acquisto del libro di un esordiente. Per quel che ho potuto vedere dalle poche presentazioni e dai commenti di conoscenti e non, in genere salta fuori la battuta: to’, un giallo in bianco (risate registrate). Il che non è deleterio. Credo.

mb

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